Arhat

Comprendere il percorso di ARHAT* (scritto da Charlotte Anderson)

La parola “Arhat”è un antico termine che significa una persona è diventata Santa,  Paramahamsa, un Wali, o un Essere altamente sviluppato (estratto da Wikipedia, modificato dall’autore).

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Generalmente il termine Arhat significa la Selfor Superiore, la Natura di Buddha (che si chiama Atma o “l’Anima” in alcune tradizioni), si è finalmente liberato dalla sofferenza del Samsara o ciclo di nascita, morte e rinascita.

Quando un praticante comincia coscientemente a esercitare regolarmente la Purificazione – compresa quella del Corpo, Parola e della Mente – essi può decidere di intraprendere il percorso dell’Arhat.

Attraverso lo sviluppo della ” Consapevolezza o Presenza Mentale” del nostro corpo, del nostro respiro e della transitoria delle nostre Emozioni e Pensieri, il nostro Progresso Spirituale può essere accelerato.

Il praticante può raggiungere poi la consapevolezza che questi aspetti della propria identità non sono realmente una parte del Sé Superiore, dell’Anima o Atma, o una della propria Natura Buddica – allora il praticante – attraverso l’osservazione di questa continua evoluzione dei fenomeni, comincia a cogliere una nuova realtà .

E’ facile comprendere la propria confusione interiore – perché attraverso l’ascolto dei costanti messaggi del nostro corpo fisico e la voce eccessivamente forte della nostra personalità – tendiamo ad identificare “noi stessi”, con il nostro corpo fisico e con la nostra natura inferiore.

Risposte emotive abituali derivanti dall’interno della personalità, come percezioni e reazioni non regolamentati – possono essere purificati e calmare. Il risultato è Calma e Quiete – e un senso di Profonda Pace interiore.

All’interno di questo stato di calma e quiete, il praticante può rendersi conto che ha  un forte attaccamento ai propri beni terreni più preziosi, ai cari o alla famiglie o può rendersi conto che è troppo attaccato ad un certo lavoro o una posizione nella vita. Questa comprensione appena definita provoca una valutazione interiore .

Possono essere rivelati le cause fondamentali della nostra sofferenza interiore – come ci fanno capire le proprie esperienze – quando qualcosa viene perso o qualcuno lascia inaspettatamente la nostra vita – questa esperienza fa sì che il praticante comprende un concetto centrale nella vita – che veramente “tutto è soggetto al cambiamento! Niente dura per sempre! ”

Quando un praticante è in grado di vedere – che tutti questi problemi così “importanti” – sono transitori, che sono temporanei  e che la cura per le nostre “cose e problemi” occupino la maggior parte del nostro tempo libero – allora ci si rende conto quanti passatempi inutili stanno condizionando la propria Mente e la Coscienza. Ed è attraverso la Luce di questa scoperta – che la Trasformazione interiore comincia a prendere posto.

Rilasciando l’illusione della permanenza in questo mondo permette ad un praticante di riempirsi più serenamente di Consapevolezza e Presenza Mentale ad un livello più profondo.

Quando il praticante può accettare la progressione del Costante Cambiamento – con un distacco interiore – può raggiungere una condizione di libertà dallo stress, o dal disagio del continuo sforzo a lavorare senza fine per delle cose inutili – che portano ad avere un senso di non essere mai soddisfatto – neanche grazie ai propri numerosi successi sorprendenti.

All’interno della Quiete e Pace di queste realizzazioni – essi possono cominciare a realizzare una stabile condizione di pace interiore e serenità – che non risente dei precedenti fenomeni esterni entusiasmanti…

I praticanti dovrebbero sforzarsi di esercitare diligentemente il perfezionamento delle qualità morali positive della propria personalità. Quando sviluppati, tali tratti contribuiscono ad un senso amorevole di una profonda unione – con ogni Persona e ogni Essere. La pratica regolare di Unità – può portare a sperimentare Amorevolmente l’Unione con Dio e con il Tutto.

Il rapido Sviluppo Spirituale è ancora più accelerato – quando un praticante raggiunge un livello elevato di Compassione attraverso lo sforzo di diventare una fonte di ispirazione e guida per gli altri. Questo può avvenire in modo naturale attraverso i propri contributi personali ad altri, attraverso atti disinteressati di servizio,  attraverso la pratica attiva della gentilezza amorevole – determinato dal desiderio di servire l’Umanità e Madre Terra.

Lo scrittore desidera a sottolineare che non è d’accordo con il concetto del arresto dello sviluppo nel momento in cui viene raggiunto lo stato di Arhat.

Ella chiede con forza ai praticanti di impegnarsi a servire tutti gli esseri senzienti – finché anche l’ultimo essere ha raggiunto “Libertà” o “Illuminazione” …

Che Infinite Benedizioni d’Amore siano con tutti!

Charlotte Anderson

traduzione Italiana Maria Cardinali. Grazie!

* Si prega di notare che, dopo aver raggiunto lo stato di Arhat  – lo  sviluppo continua  con ulteriori nuovi livelli…

Durante la vita del Buddha – alcuni suoi allievi più anziani sono stati riconosciuti come Arhat **.

** Il termine Arhat si segnala in modo diverso in diverse religioni e tradizioni spirituali :

Arahant (Pali), Arihant (Jain), Arhat (sanscrito), Dgrabcompa (tibetano), Rakan (giapponese), Lo-Han (cinese) o semplicemente – Arhat.

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