La Leggenda del Wesak

Suggerimenti utili per un rituale di Wesak Full Moon
da: http://www.souledout.org/wesak/wesaklegend2.html

C’è una valle, situata ad un’altitudine piuttosto elevata ai piedi delle catene himalayana-tibetane. È circondata da alte montagne su tutti i lati tranne che verso nord-est, dove c’è un’apertura stretta nelle catene montuose.

La valle ha la forma di un profilo di bottiglia, con il collo della bottiglia a nord-est, e si allarga molto considerevolmente verso sud. Verso l’estremità settentrionale, vicino al collo della bottiglia, c’è un’enorme roccia piatta. Non ci sono alberi o arbusti nella valle, che è ricoperta da una specie di erba grezza.

Avvicinandosi al tempo della luna piena del Toro, i pellegrini provenienti dai distretti circostanti iniziano a radunarsi. I santi e i lama trovano la loro strada nella valle e riempiono la parte meridionale e quella centrale, lasciando relativamente libera l’estremità nord-orientale. Lì, così corre la leggenda, riunisce un gruppo di quei grandi Esseri che sono i Custodi sulla Terra del Piano di Dio per il nostro pianeta e per l’umanità.

Questo gruppo di conoscitori della divinità sono i principali partecipanti al Festival del Wesak. Si sistemano nella parte nord-orientale della valle, in cerchi concentrici, e si preparano per un grande atto di servizio.

Davanti alla roccia, guardando verso nord-est, stanno quegli Esseri che sono chiamati dai Loro discepoli I Tre Grandi Signori. Questi sono il Cristo, che sta al centro; il Signore delle forme viventi, il Manu, che sta alla sua destra; e Il signore della civiltà, che sta alla sua sinistra. Questi tre affrontano la roccia su cui poggia una grande ciotola di cristallo, piena d’acqua.

Dietro ai Maestri, agli adepti, agli iniziati e ai lavoratori anziani raggruppati sotto il Piano di Dio si trovano i discepoli e gli aspiranti del mondo nei loro vari gradi e gruppi (“nel corpo” o “fuori dal corpo”), che in questo momento costituiscono il nuovo gruppo di servitori del mondo. I presenti nei loro corpi fisici hanno trovato la loro strada lì con mezzi ordinari. Altri sono presenti nei loro corpi spirituali e nello stato di sogno. Il “sogno”, che in seguito si riferiscono, è stato uniformemente registrato da persone in tutto il mondo e porta la testimonianza del ricordo di un avvenimento spirituale interiore.

All’avvicinarsi dell’ora della luna piena, un silenzio cala sulla folla, e tutti guardano verso nord-est. Alcuni movimenti rituali hanno luogo, in cui i Maestri raggruppati e i loro discepoli di tutti i ranghi assumono posizioni simboliche e formano sul fondo della valle simboli così significativi come la stella a cinque punte, con il Cristo che sta nel punto più alto; di un triangolo, con il Cristo all’apice; o una croce e altre formazioni ben note, tutte con un significato profondo e potente. Questo è tutto fatto al suono di certe parole cantate e frasi esoteriche, chiamate mantram.

L’aspettativa nella folla in attesa e in attesa diventa molto grande, e la tensione è reale e crescente. Attraverso l’intero corpo di persone sembra essersi sentita una stimolazione o una potente vibrazione che ha l’effetto di risvegliare le anime dei presenti, fondere e fondere il gruppo in un tutto unito e sollevare tutto in un grande atto di domanda spirituale, prontezza e aspettativa. È il culmine dell’aspirazione del mondo focalizzato su questo gruppo di attesa. Queste tre parole ~ domanda, prontezza e aspettativa ~ descrivono al meglio l’atmosfera che circonda i presenti in questa valle segreta.

Il canto e la tessitura ritmica diventano più forti, e tutti i partecipanti e la folla che guarda guardano verso il cielo nella direzione della stretta parte della valle. Solo pochi minuti prima dell’orario esatto della luna piena, in lontananza, si può vedere un piccolo punto nel cielo. Si avvicina sempre di più, e cresce in chiarezza e la definizione di contorno, fino a che la forma del Buddha può essere visto, seduto nella posizione di Buddha a gambe incrociate, rivestito nella sua veste color zafferano, immerso nella luce e nel colore, e con la sua mano si estese in benedizione.

Quando il Buddha arriva in un punto esattamente sopra la grande roccia, librandosi nell’aria sopra le teste dei Tre Grandi Signori, un grande mantram, usato solo una volta all’anno, al Festival, è intonato dal Cristo, e l’intero un gruppo di persone nella valle cade sui loro volti. Questa Invocazione stabilisce una grande vibrazione o corrente di pensiero che è di tale potenza che raggiunge dal gruppo di aspiranti, discepoli e iniziati che lo impiegano, all’Essere che conosciamo come Dio. Esso segna il momento supremo di intenso sforzo spirituale durante tutto l’anno, e la vitalizzazione spirituale dell’umanità e gli effetti spirituali durano per tutti i mesi successivi.

L’effetto di questa grande Invocazione è universale o cosmica e serve a collegarci con quel centro cosmico di forza spirituale da cui tutti gli esseri creati sono venuti. La benedizione viene riversata e il Cristo, in quanto rappresentante dell’umanità, lo riceve nella fiducia, per la distribuzione.

Quindi, così corre la leggenda, il Buddha ritorna una volta all’anno a benedire il mondo, trasmettendo una vita spirituale rinnovata, attraverso il Cristo. Lentamente, il Buddha si allontana in lontananza, fino a quando nel cielo non si vede solo un debole punto, e questo alla fine scompare. L’intera benedizione cerimoniale, dal momento della prima apparizione in lontananza fino al momento in cui il Buddha svanisce dalla vista, richiede solo otto minuti.

Il sacrificio annuale del Buddha per l’umanità (poiché ritorna solo a caro prezzo) è finito e ritorna di nuovo in quell’alto luogo dove lavora e attende. Anno dopo anno torna in benedizione; anno dopo anno, Lui e il suo grande fratello, il Cristo, lavorano nella più stretta collaborazione per il beneficio spirituale dell’umanità. In questi due grandi Figli di Dio sono stati focalizzati due aspetti della vita divina, e agiscono insieme come Custodi del più alto tipo di forza spirituale a cui la nostra umanità può rispondere.

Attraverso il Buddha, la saggezza di Dio viene riversata. Attraverso il Cristo, l’amore di Dio si manifesta nell’umanità, ed è questa saggezza e questo amore che riversano sull’umanità ogni luna piena di Wesak.

Quando il Buddha è di nuovo scomparso, la folla si alza in piedi; l’acqua nella ciotola viene distribuita in piccole porzioni ai Maestri, agli iniziati e ai discepoli, e poi si dirigono verso il loro luogo di servizio. La folla, che ha portato tutti le loro piccole tazze e vasi d’acqua, bevendoli e condividendoli con gli altri. In questa bella “cerimonia dell’acqua di comunione” è ritratto il simbolo della nuova era che è su di noi, l’Era dell’Acquario, l’età del Portatore d’acqua.

In questa cerimonia si perpetua per noi la storia dell’universalità dell’amore di Dio, il bisogno della nostra purificazione individuale e l’opportunità di condividere tra loro ciò che appartiene a tutti. L’acqua, che è stata magnetizzata dalla presenza del Buddha e del Cristo porta alcune proprietà e virtù di una natura di guarigione e di aiuto.

Così benedetta, la folla si disperde silenziosamente.

From “The Wesak Festival~A Technique of Spiritual Contact
booklet by Alice A. Bailey, published by Lucis Trus